Archivio | notizie ecobio RSS feed for this section

Cosmetici e rischi per la salute

13 Ott

Sostanze tossiche nei cosmetici: quali rischi per la salute?
A cura di Cemon, 23 febbraio 2011, tratto dal sito www.informasalus.it

Ogni giorno milioni di persone, donne in particolare, anche se il numero di uomini è in costante aumento, usano prodotti cosmetici sotto varie forme: saponi, dentifrici, shampoos, balsami, lozioni, creme (idratanti, da corpo, per le mani, anticellulite, antismagliature, antirughe, antietà, depilanti, ecc.), deodoranti, deodoranti intimi, oli da corpo, oli e sali da bagno, oli da massaggio, oli abbronzanti o protettivi, oli doposole, smalti per le unghie e loro solventi, mascara, profumi, talco, fondotinta, matite, ombretti, rossetti, lucidalabbra, coloranti e tonici per capelli, lacche e spray per capelli, dopobarba, oli per bambini etc. Continua a leggere

Annunci

Il profumo delle multinazionali

13 Lug

Sostanze cancerogene spacciate per fragranze. Con un’adeguata ricerca su internet si scoprono i retroscena del mondo falsamente profumato da aziende senza scrupoli.

Alessandro Marescotti

Usiamo un profumo al muschio bianco? Ci attrae il docciaschiuma al muschio selvatico? Vogliamo una fragranza agrumata per deodorare l’ambiente o l’auto? Facciamo attenzione: potrebbero essere prodotte in laboratorio e avere effetti sulla nostra salute. Le fragranze muschiate sintetiche sono state definite potenzialmente pericolose da Greenpeace. Per produrre grandi quantità di queste fragranze in molti casi si fa ricorso alla chimica e si sostituisce il muschio naturale con il “muschio sintetico” (nitromuschi e muschi policiclici). Greenpeace ha posto sotto accusa anche gli ftalati, solventi con effetti cancerogeni, mutageni e tossici. Diverse sostanze altamente pericolose sono state messe fuori legge in Europa ma non in Italia, dove la direttiva europea della Commissione del 21 settembre 2004 (la 2004/93/CE) ancora non è stata recepita nel momento in cui scriviamo. E così in Italia sono impiegate nei prodotti cosmetici quelle sostanze cancerogene, mutagene o tossiche che sono invece vietate in altre nazioni europee.
Dei profumi pericolosi Greenpeace ha fornito una lista (
http://www.greenpeace.it/inquinamento).
“I muschi sintetici – denuncia Greenpeace – si concentrano nei tessuti degli organismi viventi: alcuni possono interferire con il sistema di comunicazione ormonale di pesci, anfibi e mammiferi e amplificare l’effetto dell’esposizione ad altre sostanze tossiche”.
Poco si sa delle sostanze tossiche miscelate a microdosi che, in combinazione con molte altre sostanze, possono dare sommatorie complessive preoccupanti e provocare effetti estremamente pericolosi.
Fa un certo effetto sapere che una fragranza agrumata come il limonene (C10H15) può essere estratta dai copertoni grattugiati. Oltre al limonene, estratto dalla scorza di arance e limoni, vi è anche infatti il limonene di sintesi. Stefano Petrella, esperto del WWF, ci spiega: “L’industria chimica riutilizza per vari fini i costituenti delle mescole e tra questi, per distillazione, l’isoprene (C5H8), per sintetizzare un olio terpenico, il limonene (C10H15), utilizzato, tra l’altro, come additivo nei detersivi” (
http://italy.peacelink.org/ecologia/articles/art_11096.html).
Va detto però che – accanto a notizie documentate – sono state diffuse su Internet anche delle “bufale” (ossia notizie clamorosamente infondate) come quelle del tipo “il sodio laurilsolfato (SLS) è cancerogeno”.
Sono nate così delle “catene di Sant’Antonio” telematiche che il “servizio antibufala” di Paolo Attivissimo provvidenzialmente smaschera e segnala
(
http://www.attivissimo.net/antibufala/sls/dentifrici_cancerogeni.htm).
Non è giusto, poi, fare di tutta l’erba un fascio: esistono ottime botteghe che producono fragranze naturali.
Tuttavia ciò che sta avvenendo a livello di massa, sulla spinta di un’incalzante pubblicità, non è un “ritorno ai profumi naturali”, ma un’esplosione incontrollata di essenze sintetizzate in laboratorio.
Che fare dunque? Occorre ridurre questa dilagante moda dell’“iperprofumato”, privilegiando profumi e prodotti a base di fragranze naturali”. Inoltre a livello politico è necessario premere perché l’Italia recepisca subito la normativa europea esistente in difesa della salute dei consumatori di cosmetici.
E occorre infine accelerare il varo del REACH (Registration, Evaluation, Authorisation of CHemicals) che in Europa stabilirebbe il principio del non rilascio di sostanze di cui non si conoscono gli effetti sull’organismo umano e sull’ambiente.
Il REACH sta subendo una forte azione di contrasto da parte della lobby chimica e del governo statunitense.

facciamo attenzione a cio’ che scegliamo ,garantiamoci salute e benessere scegliendo prodotti veramente naturali!

Arriva l’estate…

24 Mag


Vorrei iniziare con questo post a parlare di come,con rimedi naturali,si possa affrontare l’estate che verrà in tutta sicurezza,senza mettere a rischio la nostra salute con sostanze dannose.
Riporto,come inizio ,un’intervista ad un dermatologo sui pericoli delle tanto amate creme solari…da leggere con attenzione per rivedere le nostre abitudini,a volte,malsane.Impareremo ad usare solo prodotti naturali!

(Il Prof. Marcello Monti, responsabile di Dermatologia in Humanitas e Docente di Dermatologia all’Università di Milano, in un’intervista tratta da Humanitas Salute, a cura di Lucrezia Zaccaria.)

Professor Monti, l’abuso di creme solari fa male?
“Penso proprio di sì. Fino a poco tempo fa si pensava che questi prodotti fossero utili e non avessero alcuna tossicità. Sono, invece, aumentate le segnalazioni di intolleranze ai filtri solari, di dermatiti e, più recentemente, di assorbimento dei filtri chimici con effetti collaterali sull’intero organismo. Il più temuto è quello estrogenino dato da alcuni filtri solari. In altre parole, spalmandosi la crema solare su tutto il corpo si possono verificare gli effetti tipici degli estrogeni: tensione mammaria e alterazioni mestruali nella donna, aumento di peso e caduta della libido nell’uomo”.

Le mamme che scrupolosamente spalmano di crema solare i propri bambini allora sbagliano?
“Sì, sbagliano, anche se in buona fede, perché espongono i propri piccoli agli assorbimenti dei filtri chimici e perché poi li lasciano al sole troppo a lungo. Nel portale della salute della Comunità europea è raccomandato di non usare creme solari sui bambini fino ai 4 anni di età. Ma questo messaggio è poco ascoltato. In realtà, i bambini non andrebbero esposti al sole diretto, ma protetti con gli appositi costumi coprenti, con il cappello e gli occhialini. A questo punto solo le poche aree non coperte vanno spalmate con crema solare. Così si riduce drasticamente il rischio di tossicità”.

Ma allora perché i dermatologi consigliano sempre di usarle, magari con fattore di protezione alto?
“E’ un atteggiamento che viene dal passato, oggi non più attuale. Le creme solari danno un falso senso di sicurezza, quasi d’impunità, e, quindi, spingono a prolungare le esposizioni al sole. Tralasciando gli effetti tossici già accennati, si è visto che i tumori cutanei indotti dal sole non diminuiscono nella popolazione che usa abitualmente le creme solari rispetto a chi non le usa. Questo dato dovrebbe indurre i dermatologi ad essere più prudenti nel consigliarle e più attivi nel promuovere un’esposizione limitata o protetta dagli indumenti”.

Ma se si prende il sole coperti, non si rischia di sviluppare poca vitamina D e, quindi, manifestare osteoporosi?
“Assolutamente no. La potenzialità di sviluppare vitamina D è individuale e non è vero che se ci si espone di più al sole se ne attiva di più. Inoltre, è sufficiente la luce del giorno che arriva nelle aree scoperte (volto, braccia, gambe) per incidere sullo sviluppo dell’esatto fabbisogno di vitamina D, senza necessità di esporsi direttamente al sole”.

E’ vero che le creme solari sono particolarmente invise agli ecologisti?
“Assolutamente si. La crema solare è vista dagli ecologisti come l’unico esempio di permesso di scaricare sostanze chimiche tossiche direttamente in mare. In effetti i filtri solari sono certamente inquinanti per l’ecosistema delle acque così come lo sono molti eccipienti attualmente in uso nelle creme solari come, per esempio, i siliconi e gli acrilati. Se si pensa al rito di spalmarsi una crema solare e, dopo qualche tempo, di tuffarsi in acqua per poi ripetere il tutto magari più volte al giorno, è proprio come scaricare inquinanti direttamente in mare. Ritengo che il sistema di fotoprotezione con creme solari vada rivisitato e corretto. Nel frattempo consiglio di attenersi a quanto scritto proprio nella definizione di una crema solare: è quel prodotto da applicarsi laddove non sia possibile utilizzare un altro metodo di fotoprotezione”.

http://ilserpentedigaleno.blogosfere.it/2010/07/creme-solari-protezione-o-danni-collaterali.html

Verità sui cosmetici ecobio

19 Mag


Questo articolo spiega come,dopo tanti anni di usi di prodotti chimici e non controllati , sulla nostra pelle, quest’ultima si deve disintossicare e riprendere man mano la sua normale attività…

I prodotti ecobio escludono determinati ingredienti come petrolati, siliconi, condizionanti ittiotossici, addensanti sintetici. La notizia positiva è che sono tutte sostanze inquinanti e quindi meno se ne usa meglio è. La notizia negativa è che alcune forniscono performance difficilmente eguagliabili allo stato attuale della cosmesi ecologica. Continua a leggere

Ingredienti tossici nei cosmetici

19 Mag

Ho cercato di raggruppare in una breve lista le sostanze da evitare nei cosmetici ;gli ingredienti contenuti se naturali, e non chimicamente manipolati,vengono nominati nelle etichette in latino (il nome della pianta) altrimenti vengono scritte in inglese. La tossicità di ogni singola sostanza ,visto che sono contenute in piccole parti sarebbe minima, ma pensiamo : quanti cosmetici, detersivi, saponi, shampii, creme una donna, un uomo o un bambino usa sulla sua pelle in una giornata? Continua a leggere

Bellezza tossica?

19 Mag


Riporto per intero un articolo scritto dal Dottor Perugini Billi, del 2006 (ma ad oggi la situazione è invariata se non peggiorata), sui pericoli di una cosmesi senza controlli e su quelle sostanze nocive che nascondono dietro nomi incomprensibili,profumazioni invitanti e inebrianti, realtà inquietanti.

Sarebbero circa 175 le diverse sostanze chimiche che ogni donna giornalmente si “spalma” sulla propria pelle, quando si fa bella. L’industria cosmetica, infatti, utilizza circa 13.000 sostanze di sintesi e di emisintesi nei propri prodottii. La cosa che molti non sanno è che la gran parte di queste non è stata sufficientemente studiate sotto il profilo della tossicità. Continua a leggere

Che cos’è la cosmesi naturale?

19 Mag

Per cosmesi naturale intendiamo ,in genere,la cosmesi a base vegetale. L’industria cosmetica utilizza piu’ di 5000 sostanze per creare i suoi prodotti,solo 1000 sono sostanze naturali o derivate da fonti naturali. Essendo ottimisti, i cosmetici naturali contengono il 10% delle sostanze vegetali vere e proprie e in percentuali,variabili,sostanze vegetali ottenute per trasformazione. Cosi’ nelle etichette non ritroviamo altro che elencati conservanti, paraffine, siliconi, peg, ecc.

Di fronte a questo mare di disinformazione, di sostanze nocive, di pubblicità ingannevoli, i consumatori, attenti e consapevoli, in crescente aumento, chiedono prodotti sicuri ma soprattutto vogliono imparare a destreggiarsi e a riconoscere cio’ che è sano e innocuo da cio’ che è tossico, per sé e per l’ambiente. Continua a leggere